Social · Guida
Ogni quanto pubblicare sui social se sei un professionista
Ogni quanto pubblicare sui social dipende meno dall'algoritmo e più da te: la frequenza giusta è quella che riesci a mantenere per mesi con contenuti curati. Per la maggior parte degli studi professionali, due contenuti a settimana sono un ottimo punto di partenza.
Leandro Santarelli
· 6 min di lettura
La risposta breve
Se vuoi un numero da cui partire: due contenuti curati a settimana sul canale principale, più qualche storia. Per uno studio professionale è un ritmo che si riesce a tenere senza assumere nessuno, ed è abbastanza per farsi ricordare da chi ti segue.
Ma il numero conta meno di quanto si pensi. Cercando "ogni quanto pubblicare su Instagram" trovi consigli che vanno da un post al giorno a tre a settimana, e quasi nessuno tiene conto di una cosa: tu fai un altro lavoro. Visite, udienze, scadenze, sopralluoghi. Il tempo per i social è quello che resta.
Per questo la domanda giusta non è "quanto devo pubblicare", ma "quanto riesco a pubblicare bene, per sei mesi di fila, senza saltare settimane".
Perché di più non vuol dire meglio
Pubblicare spesso ha senso solo se ogni contenuto è utile a chi lo legge. Quando la frequenza diventa un obbligo, succede quasi sempre la stessa cosa: i post diventano più frettolosi, più generici, e smettono di parlare ai clienti che vuoi avere. A quel punto stai producendo rumore.
C'è poi il problema della costanza. Il profilo che pubblica ogni giorno per tre settimane e poi sparisce per due mesi dà un'impressione peggiore di quello che pubblica una volta a settimana, sempre. Chi ti segue si abitua a un ritmo, e chi capita sul profilo guarda la data dell'ultimo post: se è di due mesi fa, si chiede se lo studio è ancora attivo.
Infine, il numero di post non è un risultato. Il risultato sono le richieste. Se pubblichi ogni giorno ma nessuno ti chiama, il problema non è la frequenza: ne parlo in perché i social non portano clienti.
Il minimo che funziona, canale per canale
Per uno studio, un buon minimo è un reel e un carosello a settimana, più le storie quando hai qualcosa da dire: un dietro le quinte, un orario che cambia, una domanda a chi ti segue. Il reel serve a farti scoprire da chi non ti conosce, il carosello a spiegare un tema in passaggi, le storie a restare in contatto con chi ti segue già.
Qui il ritmo può essere anche più basso: uno o due post a settimana, pubblicati dal tuo profilo personale più che dalla pagina dello studio, perché le persone seguono le persone. Su LinkedIn conta molto anche commentare i post degli altri, soprattutto di clienti e potenziali clienti: è un modo per farsi vedere senza dover scrivere un post. Se sei un commercialista, ho scritto una guida su LinkedIn per commercialisti.
TikTok
TikTok chiede più video, e per questo è il canale più impegnativo. Ha senso solo se ti trovi a tuo agio davanti alla telecamera e riesci a registrare più video in una sessione. Un buon compromesso è registrare una volta a settimana tre o quattro risposte brevi a domande frequenti, e usarle sia su TikTok sia come reel su Instagram.
Come scegliere la tua cadenza
Fai questo esercizio, onestamente:
- Quante ore al mese puoi dedicare davvero ai social, senza togliere tempo ai clienti? Scrivi un numero.
- Quanto ti serve per preparare un contenuto fatto bene, dall'idea alla pubblicazione? Per molti professionisti, all'inizio, è un'ora o più.
- Dividi il primo numero per il secondo, e togli un margine per le settimane difficili.
Esempio · numeri di fantasia
Una nutrizionista può dedicare ai social 8 ore al mese. Un contenuto curato le richiede circa un'ora e mezza.
- 8 ore ÷ 1,5 ore = circa 5 contenuti al mese.
- Togliendo un margine per le settimane piene, il ritmo sostenibile è di un contenuto a settimana, più qualche storia.
Con un contenuto a settimana, sempre, in sei mesi avrà 24-26 contenuti pensati per i pazienti che vuole avere. Con "un post al giorno" avrebbe retto, forse, un mese.
Se il numero che ti viene è troppo basso per i tuoi obiettivi, la soluzione non è pubblicare di corsa: è ridurre il tempo per contenuto, o farti aiutare.
Come trovare il tempo
Tre abitudini che fanno la differenza:
- Lavora a blocchi. Due ore al mese per scrivere tutti i testi, una mattina per registrare tutti i video. Preparare quattro contenuti in una volta è molto più veloce che prepararne uno alla volta.
- Riusa lo stesso contenuto. Un carosello di Instagram diventa un post di LinkedIn; un video risponde alla stessa domanda su più canali.
- Tieni una lista di domande. Ogni volta che un cliente ti fa una domanda interessante, annotala. È la tua riserva di idee, e ti evita il blocco del foglio bianco.
- Programma in anticipo. Instagram, Facebook e LinkedIn permettono di programmare i post: preparati a inizio mese, escono da soli anche nelle settimane in cui non hai un minuto.
- Delega la parte che ti pesa di più. Per alcuni è scrivere, per altri montare i video o fare le grafiche. Affidare a qualcuno solo quella parte spesso basta a mantenere il ritmo, senza rinunciare alla tua voce.
Avere un piano editoriale rende tutto questo molto più semplice, perché sai già cosa scrivere prima di sederti.
Quando cambiare frequenza
Dopo tre mesi di ritmo costante hai abbastanza dati per decidere. Guarda quali contenuti hanno portato messaggi, richieste e prenotazioni, non quali hanno avuto più like. Se un tipo di contenuto funziona, fanne di più; se un canale non porta niente dopo mesi di lavoro curato, valuta di spostare le energie altrove.
Aumentare la frequenza ha senso solo quando i contenuti che pubblichi già portano richieste e hai il tempo, o l'aiuto, per mantenere la stessa qualità.
Al contrario, ridurla non è un fallimento. Se ti accorgi che due contenuti a settimana ti costringono a pubblicare cose di cui non sei convinto, passa a uno, fatto meglio. Chi ti segue nota molto di più un contenuto debole che un giorno in meno di pubblicazione.
Se vuoi capire quale ritmo è sostenibile per il tuo studio, e come organizzarlo senza rubare tempo ai clienti, è uno dei primi punti che definiamo nel servizio Social e contenuti. Ne possiamo parlare in una call gratuita di 30 minuti.
Domande frequenti
Ogni quanto pubblicare su Instagram per uno studio professionale?
Un buon punto di partenza è un reel e un carosello a settimana, più qualche storia. Conta di più mantenere il ritmo nel tempo che pubblicare tanto per poche settimane.
Ogni quanto pubblicare su LinkedIn?
Per un professionista uno o due post a settimana dal profilo personale sono sufficienti, se accompagnati da commenti regolari ai post di clienti e colleghi.
Pubblicare tutti i giorni aiuta?
Solo se riesci a mantenere la qualità. Contenuti frettolosi e generici non portano richieste, e un ritmo che non riesci a sostenere finisce in lunghi silenzi.
Cosa succede se smetto di pubblicare per un po'?
Chi capita sul profilo può pensare che lo studio non sia più attivo. Se sai che avrai settimane piene, prepara i contenuti in anticipo e programmali.
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