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Il sito di uno studio professionale: le 5 cose che servono davvero
Il sito di uno studio professionale ha un solo lavoro: trasformare chi lo visita in una richiesta di appuntamento. Per farlo bene servono cinque cose, e nessuna riguarda il numero di pagine.
Leandro Santarelli
· 7 min di lettura
Il sito di uno studio non è una brochure
Molti siti di studi professionali nascono come una brochure messa online: una foto dello studio, la storia del titolare, un elenco di servizi, l'indirizzo in fondo. Non c'è niente di sbagliato in ognuna di queste cose. Il problema è che nessuna, da sola, aiuta chi sta leggendo a prendere una decisione.
Chi arriva sul sito di un medico, di un avvocato o di un commercialista di solito ha già un problema e sta valutando a chi affidarlo. Ha in testa due o tre domande: si occupa del mio caso? posso fidarmi? come faccio a prenotare? Se il sito risponde in fretta, la persona ti contatta. Se deve cercare, spesso torna su Google e prova il nome successivo.
Per questo il punto di partenza non è "cosa voglio dire di me", ma "cosa deve sapere chi mi sta valutando". Da qui vengono le cinque cose che servono davvero.
1. Un'azione principale, sempre visibile
Il sito di uno studio professionale deve avere un'azione principale: prenotare una visita, chiedere una consulenza, chiamare, scrivere su WhatsApp. Una, non quattro con lo stesso peso. Quando ogni pulsante ha la stessa importanza, chi legge non sa quale premere e spesso non preme nessuno.
In pratica:
- il pulsante dell'azione principale compare in alto, senza bisogno di scorrere;
- su telefono resta raggiungibile mentre si legge, per esempio in una barra fissa in basso;
- il testo del pulsante dice cosa succede ("Prenota una prima visita", "Chiedi una consulenza"), non un generico "Scopri di più".
Le altre strade (email, indirizzo, modulo) restano, ma in secondo piano.
2. Testi che rispondono ai dubbi di chi legge
Il secondo elemento è il testo. Non serve scriverne tanto: serve che risponda alle domande che i tuoi clienti ti fanno già al telefono o durante il primo incontro. Prova a elencarle: quasi sempre sono le stesse dieci.
Le più ricorrenti, per quasi ogni professione:
- di cosa ti occupi esattamente, e di cosa no;
- come funziona il primo appuntamento o la prima consulenza;
- quanto tempo ci vuole per avere una risposta;
- come si prenota, e se si può fare anche da remoto;
- dove sei e come ci si arriva.
Ogni servizio importante merita una pagina sua, scritta per chi ha quel problema, con parole semplici. Una pagina "Servizi" con dieci voci in elenco non convince nessuno: una pagina che spiega bene un servizio sì.
Un'avvertenza: per molte professioni (sanitarie, legali) i contenuti del sito devono rispettare le regole dell'Ordine. Informare va bene, promettere risultati o fare confronti con i colleghi no. Quando hai un dubbio, chiedi al tuo Ordine prima di pubblicare.
3. Veloce e comodo da telefono
Buona parte delle persone che ti cercano lo fa dal telefono, spesso mentre fa altro. Un sito pensato per il computer e "adattato" al telefono si riconosce subito: testi minuscoli, menu che non si aprono, pulsanti troppo vicini, immagini che caricano per secondi.
Google stesso, in uno studio sui siti da mobile pubblicato nel 2016, ha rilevato che il 53% delle visite viene abbandonato se la pagina impiega più di 3 secondi a caricarsi. È un dato di qualche anno fa, ma l'ordine di grandezza resta utile: ogni secondo di attesa costa richieste.
Il modo più semplice per verificarlo è aprire il tuo sito dal telefono, con la rete dati e non con il wifi dello studio, e provare a prenotare come farebbe un paziente o un cliente. Se ti spazientisci tu, si spazientisce anche lui. Ne parlo in dettaglio in sito lento da mobile: come capirlo e cosa sistemare.
4. Le prove che puoi mostrare
Chi sceglie un professionista sceglie una persona di cui fidarsi. Il sito deve dare a chi legge qualche motivo concreto per farlo, nel rispetto delle regole della tua professione:
- chi sei: nome, titolo, iscrizione all'Ordine, una foto vera e recente;
- cosa hai fatto: formazione, specializzazioni, anni di attività, settori in cui lavori;
- come lavori: il metodo, gli strumenti, cosa succede dopo il primo contatto;
- cosa dicono gli altri, dove consentito: le recensioni su Google, per esempio, si possono collegare al sito.
Evita le frasi che potrebbe scrivere chiunque ("professionalità, competenza e passione"). Un dettaglio vero vale più di tre aggettivi.
5. Sapere da dove arrivano le richieste
L'ultima cosa è quella che manca quasi sempre: la misurazione dei contatti. Se non sai quante richieste arrivano dal sito, e da quale pagina o canale, non puoi sapere se il sito funziona né cosa migliorare.
Misurare non vuol dire riempire il sito di strumenti. Vuol dire contare poche cose, bene:
- quante persone premono il pulsante di prenotazione o inviano il modulo;
- quante chiamano o scrivono su WhatsApp dal sito;
- da dove arrivavano: Google, social, campagne, passaparola.
La misurazione va fatta nel rispetto della privacy, con il banner dei cookie configurato correttamente. Se ti interessa la parte legale, trovi una guida in obblighi del sito web di un professionista.
Cosa puoi lasciare fuori
Se il budget o il tempo sono limitati, ecco cosa può aspettare:
- le animazioni e gli effetti all'apertura della pagina;
- la sezione news aggiornata due volte l'anno (meglio nessuna che una ferma al 2022);
- le pagine "mission" e "valori" scritte per riempire;
- dieci pagine di servizi quando ne contano tre.
Un sito piccolo che fa bene queste cinque cose porta più richieste di un sito grande che non ne fa nessuna.
Checklist da fare domani mattina
- Apri il sito dal telefono e cronometra quanto ci mette a caricarsi.
- Conta i secondi che servono per capire come prenotare.
- Leggi la home: risponde alle tre domande "di cosa ti occupi, perché fidarsi, come contattarti"?
- Controlla se sai quante richieste sono arrivate dal sito il mese scorso.
Da dove partire
Se il tuo sito riceve visite ma poche richieste, di solito non serve rifarlo da zero: spesso basta una pagina costruita bene attorno all'azione principale. È il modo in cui lavoro nel servizio Siti e landing page, come per Sodental e Pantha Rei, passati da nessun sito a siti pensati per prenotare da telefono. Se vuoi capire quale di queste cinque cose manca al tuo sito, parliamone in una call gratuita di 30 minuti.
Domande frequenti
Quante pagine deve avere il sito di uno studio professionale?
Non c'è un numero giusto. Di solito bastano una home chiara, una pagina per ogni servizio importante, una pagina su di te e una per i contatti, più le pagine legali.
Il sito di uno studio deve avere un blog?
Non è obbligatorio. Un blog aiuta a farsi trovare su Google solo se rispondi con regolarità alle domande vere dei tuoi clienti; un blog fermo da anni fa più danni che benefici.
Meglio un modulo di contatto o un pulsante WhatsApp?
Dipende da come preferiscono contattarti i tuoi clienti. Spesso conviene un'azione principale (per esempio la prenotazione) e una seconda strada più veloce, come WhatsApp o il telefono.
Ogni quanto va aggiornato il sito di uno studio?
Orari, servizi e contatti vanno aggiornati appena cambiano. Per il resto conviene controllare ogni pochi mesi i numeri delle richieste e intervenire dove si perdono contatti.
Una pagina, un servizio, un'azione. Ecco perché una landing page fatta bene porta più richieste di un sito intero, e come costruirla.
Un paziente di Colleverde o di Villalba che cerca uno specialista vuole sapere tre cose: cosa fai, dove sei esattamente e come prenotare. Il resto viene dopo.