Strategia · Guida
Rete di professionisti a Guidonia e Tivoli: collaborazioni che funzionano
A Guidonia e Tivoli molte persone scelgono un professionista chiedendo a un altro professionista di cui si fidano. Costruire una rete di collaborazioni è uno dei modi più solidi per ricevere clienti, a patto di farlo con metodo, senza compensi per gli invii e con attenzione ai dati di chi viene consigliato.
Leandro Santarelli
· 8 min di lettura
Perché una rete di professionisti conviene a tutti
In un territorio come quello tra Guidonia Montecelio e Tivoli, una rete di professionisti che si conoscono e si consigliano a vicenda vale più di molta pubblicità. Quando una persona chiede al proprio fisioterapista "conosce un buon nutrizionista?", o al commercialista "mi serve un avvocato per l'eredità", la risposta arriva con una fiducia che nessun annuncio può comprare.
È un canale diverso dal passaparola dei clienti, di cui ho parlato nella guida su come aumentare il passaparola. Qui sono i colleghi a fare il tuo nome: incontrano le persone giuste prima di te e hanno una reputazione da difendere, quindi consigliano solo chi non li farà sfigurare. Una rete funziona quando conviene a tutti: al cliente, che riceve un nome affidabile; a chi consiglia, che risolve un problema del proprio cliente; a chi viene consigliato, che riceve una persona già ben disposta.
Le collaborazioni più naturali
Ogni professione ha le sue professioni vicine, quelle che entrano in gioco prima, dopo o accanto alla tua. Qualche combinazione frequente.
Salute: medico, fisioterapista, nutrizionista
Il medico che visita una persona con un problema muscolare, il fisioterapista che segue la riabilitazione, il nutrizionista quando c'entra l'alimentazione. Il paziente passa da uno all'altro, e ha bisogno che ciascuno resti nel proprio ruolo.
Impresa e famiglia: avvocato, commercialista, consulente del lavoro
Una separazione con conseguenze fiscali, un'eredità con un'impresa dentro, un licenziamento contestato, una società da aprire. L'avvocato e il commercialista si incontrano spesso sugli stessi clienti, e il consulente del lavoro entra quando ci sono dipendenti.
Casa: architetto, notaio, agente immobiliare
Chi compra casa a Villanova, a Setteville o a Villa Adriana ha bisogno di un agente immobiliare, di un tecnico per le verifiche e la ristrutturazione, di un notaio per il rogito. Chi segue uno di questi passaggi è spesso il primo a cui viene chiesto un nome per il successivo.
Le regole: cosa si può fare e cosa no
Prima di costruire la rete, i paletti. Le professioni ordinistiche hanno regole precise sui rapporti tra colleghi e con i clienti, che vanno tutte nella stessa direzione.
Niente compensi per gli invii. Pagare, o farsi pagare, per mandare un cliente o un paziente a un collega è vietato o molto rischioso in molte professioni. Per le professioni sanitarie esiste il divieto di comparaggio, cioè di accordi con vantaggi economici legati agli invii o alle prescrizioni. Il codice deontologico forense vieta di offrire compensi o vantaggi a colleghi o a terzi per procurarsi clienti. Vale anche per i "regali" e le percentuali mascherate.
Il cliente resta libero di scegliere. Consigliare un nome va bene; obbligare, o lasciar intendere che non ci siano alternative, no. Nelle professioni sanitarie la libera scelta del paziente è un principio fondamentale. Se il cliente chiede, dare più di un nome è sempre una buona abitudine.
Si consiglia per competenza. Il motivo per cui fai un nome deve essere che quel collega è la persona giusta per quel problema, non che ti ha mandato qualcuno il mese scorso.
Se c'è un legame, si dice. Se il collega che consigli è un tuo socio, lavora nel tuo stesso studio o è un tuo familiare, il cliente deve saperlo.
La regola più semplice
Consiglia chi consiglieresti a un tuo familiare, non ricevere nulla in cambio dell'invio e lascia che sia il cliente a decidere se e quando chiamare.
È una sintesi per orientarsi, non una consulenza: fanno fede il testo vigente del tuo codice deontologico e le indicazioni del tuo Ordine. Nel dubbio, chiedi all'Ordine prima di stringere qualsiasi accordo.
I dati del cliente
C'è poi la privacy. Il nome di un cliente, il suo problema, la sua storia sono dati personali, e per i pazienti sono dati sanitari. Passarli a un collega richiede una base corretta secondo il regolamento europeo sulla privacy (GDPR) e, per molte professioni, il rispetto del segreto professionale.
La strada più semplice è quasi sempre questa: dai il contatto del collega al cliente, e lascia che sia lui a chiamare. Se serve che due professionisti si parlino, ad esempio un medico e un fisioterapista sullo stesso percorso, lo si fa con il consenso informato del paziente e condividendo solo ciò che serve.
Come costruire una rete di professionisti a Guidonia e Tivoli
Parti dai tuoi clienti, non dai colleghi
Prima di cercare qualcuno, chiediti: quando un mio cliente ha bisogno di un altro professionista, di chi si tratta? Riguarda gli ultimi sei mesi e segna le situazioni ricorrenti: il fisioterapista scoprirà che molti pazienti gli chiedono un nutrizionista, l'avvocato che molti clienti hanno anche un problema fiscale. Quelle sono le collaborazioni da costruire.
Scegli in base a come lavorano
Il collega giusto non è il più famoso, è quello che tratta bene le persone che gli mandi. Prima di consigliarlo, conoscilo: come gestisce un primo appuntamento, quanto ci mette a rispondere, quali casi non segue. Chi fa aspettare tre settimane per una risposta rovina anche la tua reputazione.
Dove conoscersi
Gli eventi formativi del tuo Ordine, le associazioni di categoria, le iniziative del territorio, i colleghi dei tuoi colleghi. Tra Guidonia, Tivoli, Tivoli Terme e Castel Madama le distanze sono brevi, e un incontro di persona è quasi sempre possibile.
Il primo contatto: concreto
"Facciamo rete" non vuol dire niente. "Ho spesso pazienti con dolori alla schiena che mi chiedono un consiglio sull'alimentazione: mi racconti come lavori?" è una proposta concreta, che un collega capisce subito.
Essere il nome che i colleghi consigliano
Costruire la rete è metà del lavoro. L'altra metà è rendere facile, e sicuro, consigliarti.
- Una frase chiara su cosa fai e per chi. Il collega deve poter dire in una riga perché manda proprio da te: "segue le successioni con immobili", "lavora con gli sportivi amatoriali".
- Cosa non fai. Sapere quali casi non segui evita al collega di mandarti la persona sbagliata, e lo fa sentire tranquillo.
- Tempi di risposta brevi. Chi arriva da un consiglio si aspetta di essere ricevuto bene, e presto.
- Un riscontro al collega, nei limiti del segreto professionale e con il consenso del cliente quando serve. Anche un semplice "grazie, ci siamo sentiti" fa capire che il consiglio è andato a buon fine.
- Rimanda indietro ciò che non è tuo. Se il cliente che ti è stato mandato ha bisogno di un altro servizio che il collega offre, non tenerlo per te.
- Una presenza online coerente. Prima di chiamarti, il cliente ti cercherà su Google: sito e scheda aggiornati confermano il consiglio.
Gli errori che rovinano una rete
- Lasciare biglietti da visita ovunque senza aver mai parlato con nessuno.
- Una rete a senso unico, in cui ricevi e non consigli mai.
- Sparire dopo il primo invio, senza un riscontro.
- Criticare il collega con il cliente che ti ha mandato.
- Tenere il conto degli invii come fossero debiti.
Esempio · situazione di fantasia
Un architetto di Tivoli si accorge che molti suoi clienti sono passati da un'agenzia immobiliare e dopo andranno da un notaio. Incontra due agenti della zona e un notaio, spiega quali lavori segue e quali no, e chiede come lavorano loro. Da allora, quando un cliente gli chiede un nome, sa chi consigliare e perché.
Una rete di collaborazioni è uno dei canali di un piano marketing, insieme a sito, social e scheda Google: costruire il piano intero, con il messaggio giusto e i numeri da seguire, è il lavoro che faccio in strategia e piano marketing. Lavoro da Guidonia Montecelio, e per Guidonia e dintorni, Tivoli compresa, la consulenza può essere anche di persona, nel tuo studio o in un posto concordato. Se vuoi capire quali collaborazioni hanno senso per il tuo studio, prenota una call gratuita di 30 minuti.
Domande frequenti
Un professionista può consigliare un collega ai propri clienti?
Sì, se lo fa per competenza, senza ricevere compensi o vantaggi per l'invio e lasciando il cliente libero di scegliere. Le regole precise cambiano da professione a professione: fa fede il codice deontologico del tuo Ordine.
Si può pagare una percentuale a chi ti manda clienti?
Nelle professioni ordinistiche è vietato o molto rischioso: per i sanitari esiste il divieto di comparaggio, e il codice deontologico forense vieta compensi per procurarsi clienti. Prima di qualsiasi accordo economico tra colleghi, chiedi al tuo Ordine.
Come trovare altri professionisti con cui collaborare a Guidonia o Tivoli?
Parti dai bisogni ricorrenti dei tuoi clienti, poi cerca i colleghi agli eventi del tuo Ordine, nelle associazioni di categoria e tra i contatti dei professionisti che già conosci. Prima di consigliare qualcuno, incontralo e capisci come lavora.
Si possono condividere i dati di un cliente con un collega?
Solo con una base corretta secondo il GDPR e nel rispetto del segreto professionale, di solito con il consenso del cliente. La strada più semplice è dare al cliente il contatto del collega e lasciare che sia lui a chiamare.
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